Luoghi d’interesse

accademiaconcordiPalazzo dell’Accademia dei Concordi
Ultimato nel 1814, è una delle massime opere dell’architetto rodigino Sante Baseggio. Contiene diverse sculture e monumenti, come il monumento eretto alla memoria di Giovanni Miani, scolpito nel 1877 da G. Soranzo e il busto di Garibaldi, scolpito da P. Carletti nel 1884. Il Palazzo è sede dell’Accademia dei Concordi, istituto culturale istituito intorno al 1580 dal conte Gaspare Campo, ma soprattutto di una prestigiosa Pinacoteca (ora ospitata a Palazzo Roverella) e di una ricchissima biblioteca; la biblioteca dell’Accademia dei Concordi possiede oltre 250.000 fra volumi, opuscoli e incunaboli, alcuni dei quali sono pezzi rari. Tra i codici miniati La Bibbia Istoriata Padovana del XIV sec. e La Confutazione del Cristianesimo del rabbino Giuseppe Albo del XV sec. (Piazza V. Emanuele II, 14 – Rovigo)

 

 

cameracommerciocaffeborsaPalazzo Pretorio, sede della Camera di Commercio
L’antico palazzo pretorio edificato alla fine del ‘400 come residenza del podestà veneziano insieme agli uffici amministrativi e giudiziari per il governo del Polesine. L’edificio subì, nel corso del secolo successivo, numerose modifiche e ampliamenti tanto che nel ‘600 esso era dotato di ampio portale che immetteva in un grande cortile. All’interno, accanto alle stanze private, allo studio del podestà, ai saloni per il consiglio, vi era anche un carcere per la tortura munito di carrucola per appendere i prigionieri da interrogare. Con la caduta della Repubblica di Venezia, il palazzo perse prestigio e con la dominazione austriaca divenne Imperial Regio Tribunale con annesso carcere attivo fino al 1857. L’insediamento della Camera di Commercio, avvenuto intorno alla metà dell’800, determinò una ristrutturazione del piano terra con ridisposizione degli spazi: fu creato il salone della borsa, aperto un caffè denominato Caffè Borsa, ancora oggi in attività, e degli spazi per le contrattazioni dei commercianti. Furono riservati altresì dei locali per l’Ufficio di Posta e Telegrafo che vi rimase fino al 1931. E’ del 1929 la realizzazione del “salone del grano” nel corpo centrale, con la grande volta a botte vetrata, costituita da riquadri di vetro sostenuti da una struttura in legno e ferro, e il pavimento a mosaico con al centro gli stemmi della Provincia e della Camera. (Piazza Garibaldi, 4 – Rovigo)

 

palazzoroncalePalazzo Roncale
Il palazzo Roncale è un palazzo nobiliare di Rovigo. È stato realizzato nel 1555 dalla famiglia Roncale, che si era trasferita da Bergamo alla cittadina del Polesine intorno alla metà del XV secolo. Il progetto era stato condotto dal veronese Michele Sanmicheli in modo tale da poter affiancare il palazzo Roverella senza essere sminuito dalla mole di quest’ultimo.
Dal punto di vista architettonico, si tratta di un edificio con pianta simile a quella di altri palazzi nobiliari veneziani. Pesantemente modificato all’inizio del XX secolo, con l’apertura di un portico e diversi interventi interni, il Palazzo custodisce alcune pregevoli tele del Settecento, quattro quadri dei Seicento, attribuiti a Mattia Bortoloni, due grandi arazzi francesi e, nell’atrio, i busti di quattro re barbarici, attribuiti allo scultore Giovanni Bonazza. (Piazza Vittorio Emanuele II – Rovigo)

 

palazzoravennaPalazzo Ravenna
Si affaccia su Piazza Garibaldi tra il palazzo della borsa commerciale e il teatro Sociale. Fu la residenza dei Bonanome dal XVI secolo fino al 1848 ed era famoso soprattutto per le pitture che decoravano il salone dopo il restauro del 1793; la facciata invece era anonima, fatta eccezione per l’arco d’ingresso che presentava una cornice in stile lombardesco. In seguito all’estinzione della famiglia Bonanome, dal 1848 al 1858 fu utilizzato come alloggio del comando militare e fu restaurato nel 1853 a spese del comune. Nel 1858 fu acquistato dalla famiglia Ravenna, che ne trasformò l’aspetto su progetto di Pietro Mola. Il palazzo fu rialzato di un piano e, per la prima volta a Rovigo, la ghisa venne usata come elemento decorativo, sia all’esterno che all’interno. I lavori terminarono nel 1859.
All’inizio del XX secolo divenne di proprietà della Cassa di Risparmio di Rovigo.
Dal 1951, in seguito alla disastrosa alluvione, il palazzo è diventato sede del Consorzio di bonifica Polesine Adige Canalbianco. Sulla facciata del palazzo è stato posto, nel 1957, un busto bronzeo raffigurante Giovanni Battista Casalini. (Piazza Garibaldi – Rovigo)

 

palazzoroverellaPalazzo Roverella
È uno degli edifici principali che si affacciano su piazza Vittorio Emanuele II, la piazza più importante della città. Fu commissionato dal cardinale Bartolomeo Roverella nel 1474. Si ipotizza che il famoso architetto Biagio Rossetti possa aver influito nella progettazione dell’edificio, che rimase però parzialmente incompiuto dopo la morte del committente.
L’edificio, notevole per la sua possente struttura e la sua armonica facciata in cotto, dopo il recente restauro, è diventato la nuova sede della Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi, che ospita capolavori di Nicolò di Pietro, Giovanni Bellini, Palma il Vecchio, Sebastiano Mazzoni, ed opere importanti di Battista Dossi, Pietro Vecchia, Luca Giordano, Luca Carlevarijs, Rosalba Carriera. Palazzo Roverella è anche sede di prestigiose mostre. (Via Laurenti – Rovigo)

 

palazzovenezzePalazzo Venezze
E’ uno dei più importanti palazzi di Rovigo, situato nel centro storico. Fu commissionato nel 1715 dal conte Stefano Venezze all’architetto polesano Agostino Ghiotti, che costruì un elegante edificio dalla facciata neoclassica su cui si aprono due portali centinati, una balaustra in marmo che forma un balcone con due finestre sormontate da frontoni curvilinei. All’interno si trovano un ampio atrio con travi a vista e colonne di ordine tuscanico e un importante scalone decorato da putti. Il palazzo è attualmente sede del Conservatorio di musica di Rovigo. (C.so del Popolo n° 241 – Rovigo)

 

 

 

palazzosilvestri2Palazzo Silvestri
Dimora della ricca e prestigiosa omonima famiglia, protagonista della vita pubblica e culturale della città per almeno tre secoli. L’edificio sorge poco dopo il Teatro Sociale e risale probabilmente alla seconda metà del ‘400; si caratterizza per una sostanziale semplicità delle forme arricchita dall’uso suggestivo del cotto, movimentata da sobrie cornici di terracotta che decorano le aperture e dalle finestre binate agli angoli delle stanze secondo i modi architettonici ferraresi. Il bel portale d’ingresso è sormontato da un tondo con lo stemma della famiglia: uno scudo decorato con un leopardo rampante.
Oggi il palazzo si presenta con ampliamenti di epoca incerta su entrambi i lati, mentre il corpo centrale, sapientemente restaurato, è stato riportato al fascino del passato. (Via Silvestri, 6 – Rovigo)

 

 

Palazzo Salvadego
Palazzo che la nobile famiglia veneziana dei Salvadego si fece costruire alla fine del ‘600,  a partire dagli anni Quaranta, prestigiosa residenza del prefetto. Qui nel luglio del 1866, come attesta una lapide in marmo, fu ospite Vittorio Emanuele II.
(Via Ricchieri detto Celio, n° 12 – Rovigo)

 

 

 

 

granguardiaPalazzo della Gran Guardia
Il Corpo di Guardia fu realizzato nel 1854 dal Governo austriaco. Presenta 5 arcate e 6 pilastri sormontati da elmi, armature e scudi. Il portico è diventato sede delle memorie patrie con il monumento a Domenico Angeli e quello a Domenico Piva e le lapidi con l’elenco dei carbonari e dei garibaldini del Polesine. (Piazza Vittorio Emanuele II, – Rovigo)

 

 

 

 

loggiadeinotariLoggia dei Notari
Nel lato settentrionale di piazza Vittorio Emanuele II, si trova la Loggia dei Notari, oggi sede del municipio, che deve il suo nome al luogo in cui i notai di Rovigo svolgevano i loro compiti già da prima del 1286, anno in cui venne riformato lo statuto della corporazione. Vicino alla Loggia, spicca la Torre Civica, voluta dai Veneziani come simbolo del potere della Serenissima in terraferma e ricostruita nella seconda metà del ‘700. Qui fu trasferita la campana del mastio del castello nel 1488. Il piano terra è caratterizzato dallo scalone esterno opera dei ferraresi Tristani; le caratteristiche aperture ad arco che definiscono il piano superiore risalgono al XVI secolo, mentre la collocazione della statua raffigurante la Madonna dello scultore Giulio Mauro e la chiusura con finestre del loggiato superiore risalgono al 1792.
La suddivisione interna degli ambienti ha subito varie modifiche nel corso dei secoli a causa della diversa destinazione d’uso dell’edificio: in epoca austriaca ospitò il Corpo di Guardia fino al 1854 e successivamente la sede della Delegazione provinciale. Interessanti le lapidi celebrative che decorano la facciata esterna dell’edificio: quella in onore di Dante Alighieri, del veronese Grazioso Spiazzi, o quelle relative all’ingresso in città dell’esercito italiano il 10 luglio 1866 e alla visita del primo re d’Italia il 30 luglio 1866. (Piazza Vittorio Emanuele II° – Rovigo)

 

Palazzo Angeli
L’edificio – di stile neoclassico – venne realizzato per volontà dei conti Angeli di Rovigo; l’architetto veronese Francesco Schiavi fu l’autore del progetto, che portò a termine nel 1780, su richiesta del conte Giovanni Battista Angeli. Donato in un lascito testamentale dal conte Domenico Angeli, appartiene dal 1876 al Comune che nel corso degli anni lo ha adibito a educandato, liceo, prefettura e questura. Attualmente, è in fase di restauro.
(Via Angeli – Rovigo)

 

 

 

palazzocelioPalazzo Celio
Sede oggi dell’amministrazione provinciale, costruito tra il 1905 e il 1909.
Un edificio elegante caratterizzato da uno stile “classico modernizzato” che accoppia la robustezza costruttiva della parte inferiore alla grazia leggera della parte superiore. La facciata é adornata da bassorilievi rappresentanti allegorie delle industrie polesane, eseguiti dallo scultore padovano Antonio Penello.
(Via Ricchieri detto Celio, n° 10 – Rovigo)

 

 

 

palazzocameriniPalazzo Camerini Rusconi
Fatto costruire da Cristoforo Camerini tra il 1841 e il 1844. La facciata di aspetto severo è sobriamente decorata dai cornicioni in pietra d’Istria e da motivi a bassorilievo raffiguranti amorini occupati nei lavori agricoli. Al piano nobile si trova un bel salone con quattro riquadri con scene dell’Eneide, affrescate da Sebastiano Santi da Murano. La quasi totalità dei dipinti, inoltre, è stata oggi restituita al suo splendore originario dal recente restauro che ha coinvolto l’edificio nella sua interezza, intervento commissionato nei primi anni novanta dagli attuali proprietari, la famiglia Costato.
(Via Ricchieri detto Celio – Rovigo)

 

 

palazzocasaliniPalazzo Casalini
E’ un gioiello del territorio ed è la prestigiosa sede di RovigoBanca. Lo storico edificio è ubicato nel centro storico della città. Nel 1688 il palazzo fu acquistato da Marco Casalini che lo ristrutturò e lo collegò al dignitoso edificio seicentesco che sorgeva vicino decorando anche il salone al piano nobile. Una lapide sulla facciata, collocata nel 1923, ricorda che nel palazzo nacque e visse l’illustre cittadino Alessandro Casalini. (Via Casalini – Rovigo)

 

 

 

 

palazzopostePalazzo delle Poste
Una passeggiata lungo quello che fino al 1937 era l’alveo del fiume Adigetto, l’attuale Corso del Popolo, vi farà attraversare la storia della città attraverso i palazzi e gli interventi urbanistici che hanno cambiato il volto e l’anima del capoluogo polesano. Negli anni Trenta inizia l’espansione urbanistica di Rovigo ed hanno luogo alcuni cambiamenti radicali quali l’interramento e lo spostamento verso ovest del fiume, lo smantellamento del ghetto ebraico e la costruzione di alcuni imponenti palazzi quali il Palazzo delle Poste nel 1931, Palazzo INA e il Palazzo del Genio Civile. Il progetto si interruppe con la seconda guerra mondiale e la caduta del fascismo, lasciando incompleti gli interventi di quell’edilizia pubblica monumentale e tipica del periodo fascista. (Corso del Popolo, 92 – Rovigo)

 

 

Palazzo Manfredini
Quella dei Manfredini era fra le più antiche famiglie nobili di Rovigo. Delle origini di questo palazzo non si hanno notizie certe: il documento datato più antico che ne assicura l’esistenza è 1748. L’epoca di costruzione è pure incerta: se la severa compostezza dell’insieme richiama il Cinquecento, il gioco delle finestre esterne della facciata e il poggiolo con balaustre a sezione quadrata fanno pensare a interventi posteriori. L’ipotesi più accreditata è che l’edificio sia il risultato di un intervento di modifica, compiuto nel Settecento.  (Piazza del Duomo – Rovigo)

 

 

 

palazzominelliPalazzo Minelli
Palazzina in stile neo gotico che il tipografo e libraio Antonio Minelli fece costruire nel 1848 a ricordo della sua consorte e del figlio Gaetano, perito in Africa quale esploratore delle sorgenti del Nilo. (Via A. Minelli – Rovigo)

 

 

 

 

 

pescherianuovaPescheria Nuova
Il curioso edificio in stile neogotico che si trova lungo Corso del Popolo al numero 140, vicino alle torri del castello, è la sede della Pescheria Nuova. Nel 1871 la vecchia pescheria, collocata in fondo all’attuale via Pighin, si era dimostrata ormai insufficiente soprattutto dal punto di vista igienico. Venne così decisa la sua chiusura e costruita una nuova sede che allora si affacciava sulla riviera dell’Adigetto utilizzando materiali tanto in voga nella Parigi dell’epoca, quali la ghisa e il vetro. La facciata neogotica caratterizzata da un ampio portale tra due finestroni a sesto acuto, si apriva su un vasto spazio ben illuminato con il soffitto a vetrate e le colonne di ghisa che incorniciavano i banchi di marmo su cui faceva bella mostra il pesce. Oggi, a seguito di un attento restauro, è una sala polivalente utilizzata soprattutto per esposizioni.
(Corso del Popolo – Rovigo)

 

 

teatrosocialeTeatro Sociale
Teatro lirico progettato in stile neoclassico dall’architetto Sante Baseggio. Costruito tra il 1817 e il 1818. Un grave incendio nel 1902 rese necessaria una ristrutturazione importante. Il Teatro venne ricostruito in due anni. Il progetto mantenne la parte anteriore del precedente edificio, rimasta praticamente indenne, con la bella facciata neoclassica ed il fastoso foyer. Oggi, oltre alla stagione lirica e di balletto, il Sociale ospita un’affermata e seguitissima stagione di prosa, una stagione concertistica e numerose altre iniziative di spettacolo rivolte anche a favore dei giovani. (Piazza Giuseppe Garibaldi – Rovigo)

>> Sito del Teatro Sociale

 

 

torreorologioTorre dell’orologio
Questa struttura è situata accanto al municipio della città e fu eretta nel 1763 su disegno dell’architetto veronese Pietro Puttini e ultimata nel 1790. Subì numerosi rimaneggiamenti nel corso degli anni. Si procedette all’eliminazione dell’originaria e caratteristica cupola che sovrastava la cella campanaria e all’inserimento di un orologio moderno.
(Piazza Vittorio Emanuele II° – Rovigo)

 

 

 

 

palazzocampoPalazzo Campo
Fatto erigere dalla famiglia Foligno nella seconda metà del ‘400. Nel 1574 qui soggiornò Emanuele Filiberto di Savoia, giunto a Rovigo al seguito di Enrico III di Valois, come ricorda una grande lapide posta nel 1928 sulla facciata. Il palazzo fu poi acquistato dalla famiglia Campo che probabilmente lo restaurò arricchendolo di opere d’arte. Oggi è sede di un istituto scolastico. (via Silvestri, 27 – Rovigo)

 

 

 

 

castellotorriIl castello e le torri
Le torri che dominano Piazza Matteotti facevano parte dell’antico castello della città, un fortilizio le cui prime tracce si riscontrano in un documento del 920. All’inizio si trattava di un edificio rudimentale che, nei secoli successivi, fu ampliato e dotato di torri e di cinta muraria.
La struttura sorse su un terrapieno realizzato con il terreno proveniente dalle fosse scavate all’esterno delle mura e a ridosso della riva destra dell’Adigetto.
Torre Grimani, inclinatasi per un cedimento del suolo paludoso, l’imponente mastio quadrangolare alto circa 50 metri, detto torre Donà, nel cui basamento venne ricavata una prigione, e brevi tratti di mura sono tutto ciò che rimane oggi del castello. Alla sommità di torre Donà è visibile il supporto per la campana, che nel 1488 venne trasferita nella torre civica di Piazza Vittorio Emanuele II. Negli ultimi anni il complesso è stato oggetto di un restauro conservativo che ha permesso ai rodigini di riappropriarsi di uno dei più caratteristici spazi della città. (Piazza Matteotti – Rovigo)

 

giardinimatteottiGiardini e piazza Mattotti
Negli ultimi anni, il centro storico cittadino è stato oggetto di un’importante opera di riqualificazione, che ha interessato anche l’area del castello con i giardini e piazza Matteotti, con posa di lastroni per creare una platea attorno al monumento. All’interno dei giardini è collocato il basamento del pennone portabandiera che, proveniente dalla piazza cittadina, fu trasferito nel portico della chiesa della Rotonda dove rimase per circa un secolo prima di trovare la sua definitiva collocazione. Il basamento è decorato con quattro sirene che sorreggono lo stemma del doge Pasquale Cicogna. Il rifacimento dei giardini ha comportato anche il restauro delle antiche torri del castello: torre Grimani, mozza, alta 21 metri, e torre Donà che, con i suoi 51 metri, è fra le più alte torri medievali in Italia. Il monumento in bronzo dedicato a Giacomo Matteotti, posto sulla piazza, davanti alle torri, è stato realizzato dall’artista Augusto Murer nel 1978. Un’opera forte, uno squarcio nel silenzio, la mano che si staglia nel vuoto, quasi a voler sottolineare la frase “Uccidete me ma non l’idea che è in me”. Questo è l’omaggio che l’artista ha reso a Giacomo Matteotti, originario di Fratta Polesine, deputato socialista assassinato nel 1924 per aver denunciato i brogli elettorali che portarono al potere il partito fascista. (Piazza Matteotti – Rovigo)

 

portasbartolomeoPorta San Bartolomeo
Con quella di Sant’Agostino, Porta San Bartolomeo, costituisce l’altra nonché meglio conservata testimonianza delle antiche vie di accesso alla città. Marin Sanudo ricorda che 1483 la porta era in fase di restauro dopo i danni causati dalla guerra del Sale.
La porta si affaccia sull’attuale piazza Merlin mettendo in comunicazione il centro cittadino con il quartiere di San Bartolomeo, da cui deriva il suo nome.
La struttura era originariamente sormontata da una merlatura, successivamente sopraelevata nel 1639, di cui rimangono visibili le tracce. In quell’anno il podestà Vittorio Correr fece collocare sulla torre un orologio con due quadranti affacciati verso l’interno e l’esterno della città. Nel sottoportico alcuni rilievi marmorei riproducono gli stemmi del doge Giovanni Mocenigo e di Giosafat Barbaro, capitano e provveditore del Polesine. (Piazza Merlin – Rovigo)

 

portasagostinoPorta Sant’Agostino
Il nome deriva dall’antica chiesa di Sant’Agostino, annessa al convento degli Eremitani, che un tempo sorgeva in loco e abbattuto nel 1772 per costruire il nuovo Seminario diocesano.
Poco lontano sorgeva il Portello, demolito nel 1824, che, come suggerisce il nome, doveva essere una porta di più modeste dimensioni.
Non sono emersi documenti in grado di datare la costruzione della Porta, mentre è certo il rifacimento operato nel 1713, che ha conferito al monumento la caratteristica terminazione a curve contrapposte. Nel 1983, nel corso di un nuovo restauro, l’antica scritta ormai illeggibile “Porta Divi Augustini” sopra la facciata interna, fu sostituita con l’attuale “Porta Augustina”.
L’antica cinta muraria era caratterizzata da numerose porte, torri merlate e torrette a presidio della città e tra questa e quella di San Bortolo si può ammirare l’ultima torre rimasta, Torre Pighin. (Porta S. Agostino – Rovigo)

 

torrepighinTorre Pighin
La torre che sorge in via Pighin è l’unica testimonianza delle torri che intervallavano la cinta muraria in epoca medievale. Originariamente la torre era aperta verso l’interno della città poiché aveva finalità esclusivamente di difesa e non abitativa. L’interno era suddiviso in alcuni piani di legno collegati fra loro con scale a pioli. Nel XVIII secolo, persa ogni funzione militare, all’interno della struttura, si inserì una casa privata attraverso l’aggiunta della parete mancante.
L’edificio rimase abbandonato per alcuni decenni nel secolo scorso, fino al recente restauro che lo ha reso nuovamente abitabile. (via Pighin – Rovigo)

 

 

leonesanmarcorovigoColonna con il leone di San Marco
Il 6 febbraio 1508 il consiglio cittadino decise all’unanimità di erigere nella piazza Maggiore la colonna con il simbolo della Serenissima.
Dopo varie vicissitudini, il monumento venne realizzato solo nel 1519 ad opera di un certo Antonio Scarpagnin, come tramandano i documenti dell’epoca.
Il monumento si trova dov’era collocato in origine, secondo cronache dell’epoca il leone era ornato d’oro. Sul basamento si trovavano gli stemmi della città e del podestà Giovanni Corner. Nel XVIII secolo divenne punto d’incontro dei commercianti che vi costruirono intorno alcune botteghe. I simboli di Venezia, Leone e stemma dei Corner, furono rimossi il 12 maggio 1797 dalle truppe francesi giunte a Rovigo. Più tardi, nel 1818, la colonna necessitò di essere restaurata e molti anni dopo, nel 1881, venne rifatto il Leone, opera di Natale Sanavio. (Piazza Vittorio Emanuele II – Rovigo)

 

monumentogaribaldiMonumento a Garibaldi
Nel giugno 1882, dopo la morte dell’eroe dei due mondi, la città di Rovigo volle rendergli omaggio commissionando la realizzazione di una statua equestre a lui dedicata. Nello stesso anno una tragica alluvione dell’Adige devastò la città, così la statua venne commissionata qualche anno più tardi a Ettore Ferrari che riuscì a realizzarla solamente nel 1896. Ferrari chiese che gli fossero corrisposte solo le spese vive per la realizzazione del monumento bronzeo, così gli fu conferita la cittadinanza onoraria. Un curioso aneddoto, di cui è dubbia la veridicità, vuole che il monumento, destinato alla città di Roma, sia stato portato a Rovigo in quanto l’artista, notoriamente repubblicano, aveva posto sotto le staffe due corone, in disprezzo della monarchia sabauda.  (Piazza Garibaldi – Rovigo)

 

 

monumentovittorioemanueleiiMonumento a Vittorio Emanuele II
All’indomani della morte del primo Re d’Italia, avvenuta il 9 gennaio 1878, la comunità rodigina volle rendergli omaggio dedicandogli la Piazza Maggiore e facendo erigere una statua monumentale in suo onore. L’incarico venne affidato all’artista Giulio Monteverde e l’opera fu inaugurata il 25 settembre 1881. Il Re è rappresentato mentre sta esaminando un piano di battaglia appoggiato ad un gabbione da trincea, raffigurati entrambi sulla destra del re. Il monumento risponde ai canoni estetici della scultura ufficiale dell’epoca. (Piazza Vittorio Emanuele II – Rovigo)

 

 

 

piazzaannonariaPiazza Annonaria
Sorto nel 1860 laddove era il settecentesco convento della chiesa di S. Domenico, il mercato Annonario ripropone ancora oggi la pianta originaria del chiostro.
A suo tempo nella cosiddetta “piazzetta” si trovava, fra le altre botteghe, il forno comunale del pane, secondo alcuni il migliore della città. Oggi sono presenti alcuni negozi di generi alimentari, frutta e verdura e oggetti per la casa, e l’unico di pesce fresco rimasto in città, dopo la chiusura della pescheria. (Piazza Annonaria – Rovigo)

 

 

 

piazzamerlinPiazza Merlin
Già Piazza Roma, è oggi dedicata a Umberto Merlin politico e sindaco di Rovigo. Al centro si trova una grande fontana circondata da alberi. La piazza è delimitata dal mercato coperto che si appoggia a quanto resta degli edifici del Ghetto, demolito nel 1930, mentre di fronte si può ammirare la quattrocentesca Porta San Bortolo, l’unica sopravissuta di quelle che si aprivano sulle antiche mura della città. (Piazza Merlin – Rovigo)

 

 

 

 

piazzagaribaldiPiazza Garibaldi
Sorse nel 1809 a seguito della demolizione della chiesa di S. Giustina, la cui pianta è visibile sul lastricato al centro della piazza; divenne mercato delle erbe e della frutta e successivamente vi fu posta la statua di Giuseppe Garibaldi, inaugurata nel 1896.
Su Piazza Garibaldi si affacciano il palazzo della Camera di Commercio e il caffè della Borsa, mentre nella sua parte terminale si vedono Palazzo Ravenna, il Teatro Sociale e Palazzo Silvestri.
(Piazza Garibaldi – Rovigo)

 

 

 

piazzaveiiPiazza Vittorio Emanuele II
L’antica Piazza Maggiore, destinata fin dalle origini alle attività civili e commerciali della città, era circondata dai caratteristici portici già nel XIII secolo, e conserva ancor’oggi l’impronta urbanistica ricevuta in epoca medievale.
Racchiusa nel lato settentrionale dalla quattrocentesca Loggia dei Notari, ora sede del Municipio, un tempo era delimitata nel lato meridionale dal palazzo del Visconte, ora non più esistente. A fianco della Loggia, la Torre dell’Orologio ricostruita nel 1790, nella quale fu inserita la campana del mastio del castello. Sul listón, pavimentato nel 1506, si erge il monumento a Re Vittorio Emanuele II, scolpito da Giulio Monteverde nel 1881. Nella piazza si affacciano vari palazzi signorili: Palazzo Roverella, oggi sede della Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi, di epoca rinascimentale, Palazzo Roncale risalente al 1555, il Palazzo dell’Accademia dei Concordi; sullo sfondo il palazzo del corpo di guardia austriaco del 1853 e la colonna in pietra d’Istria del Leone di San Marco, risalente al 1519, innalzata a favore della Repubblica Veneta e ricostruita nel 1881 dopo l’abbattimento da parte dei francesi nel 1797.
(Piazza Vittorio Emanuele II – Rovigo)

 

 

censerCen.Ser.
Il vecchio zuccherificio, ubicato tra il centro di Rovigo e il fiume Adige a ridosso della linea ferroviaria Padova – Bologna, nasce nel 1906 ad opera della Società Italiana per l’industria dello Zucchero e rimane operante fino al 1978, quando la società fallisce e l’intera area viene venduta. Nel 1991, con la costituzione del Centro Servizi, inizia un processo di recupero e trasformazione d’uso degli immobili e dell’area circostante che permette la nascita di un‘importante area fieristica ed espositiva oltre che convegnistica, nonché di un centro universitario collegato alle vicine Università di Padova e Ferrara. Gli interventi operati hanno rispettato rigorosamente l’architettura della vecchia fabbrica, mantenendo a tutta altezza il corpo centrale dell’ex-zuccherificio in cui si svolge l’attività espositiva; solo nelle ali laterali è stato suddiviso su tre piani collegati tra di loro da un sistema di rampe in metallo.
(Viale Porta Adige, 45 – Rovigo)