Gaiba

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  • Localizzazione del territorio

  • Piazza e Chiesa di S. Giuseppe

  • Oratorio di S. Anna

Ha acquisito una certa notorietà internazionale grazie al ritrovamento, nel 1991, del Corredo della dama di Chiunsano, un corredo funerario di una donna ostrogota (500 d.C circa).

Chiese e luoghi di culto

chiesasgiuseppeChiesa di S. Giuseppe sposo della Beata Vergine Maria
All’interno un pregevole pulpito ligneo intagliato e una tela settecentesca di scuola veneta “L’adorazione dei Magi”. Fu costruita dai Marchesi Fiaschi come oratorio attorno al 1500, ricostruito e rinnovato nei primi anni del 1700 e nel 1734 diventa ufficialmente parrocchia. Gaiba si sviluppò attorno all’oratorio e la sua piazza. 
(Piazza S. Giuseppe, 1 – Gaiba)

 

 

 

gaiba_oratorio_bv_tomasellejpgOratorio della Beata Vergine Maria alle Tommaselle
I marchesi Sarti, dal XVI sec. proprietari di molti territori della zona, fecero erigere un piccolo Oratorio privato dedicato a San Tommaso e alla Beata Vergine dell’Assunta.  L’Oratorio delle Tommaselle è ancora aperto al culto e vi si celebra a richiesta e a cadenza settimanale nel periodo estivo. All’interno dell’Oratorio si conserva tutt’oggi un antico altare ligneo dorato e policromato della Scuola Ferrarese del 1500. Ha un campanile con la guglia mozza.
 (Località Tommaselle – Gaiba)


 

 

 

oratoriosannaOratorio di S. Anna
Nel 1790 viene costruita la Cappella, in stile barocco dedicata a Sant’Anna, attuale patrona di Gaiba, l’Oratorio conserva una preziosa pala d’altare rappresentante la Santa bambina con la famiglia ed è opera di G. Cignaroli, pittore veronese morto nel 1770. Purtroppo da più di dieci anni la chiesetta, un gioiellino dell’arte barocca, è pericolante e necessita urgenti restauri. Le statue, che ornano ancora i pilastri della cinta, sono anteriori al 1790 e anch’essi abbisognano di restauro.
 (Gaiba)

 

 

 

monastero-slorenzoMonastero di S. Lorenzo alle Caselle
Il primo nucleo di Gaiba è sorto attorno al Monastero di San Lorenzo: le Caselle. Le vestigia dell’antichissimo centro religioso restano ancora imponenti, pur nel loro impietoso degrado. E’ quindi evidente che il Monastero Benedettino di Caselle è stato fondato almeno un secolo prima della rotta di Ficarolo. Nel 1151 avviene la rotta di Ficarolo: il nuovo corso si inserisce proprio nel mezzo dell’isola sulla quale stava il Monastero, e a tutt’oggi scorre a pochi metri dalle storiche mure del convento Benedettino. Dopo la restaurazione seguita alla rivoluzione francese e alle calate napoleoniche, scacciati gli ultimi frati, il possedimento fu messo all’asta e acquistato da privati, e oggi, ciò che ne resta, si mostra imponente fantasma del suo antico e perduto splendore. All’interno del vasto fabbricato sono conservate preziosissime colonne di puro marmo di Carrara, ancora intatte dopo tanti secoli. L’attiguo oratorio di San Lorenzo era il luogo della comunicazione religiosa tra i frati e il popolo delle Caselle.  (Località Caselle – Gaiba)

 

 

Luoghi d’interesse

gaiba_villaVilla Fiaschi Manfredini Stampanoni
La costruzione principale risale al tardo XVII secolo, al tardo XVIII secolo la cappella. Inizialmente è appartenuta alla famiglia Saracco, in seguito Fiaschi e ai Manfredini. Si suppone sia stata costruita su un preesistente edificio cinquecentesco. La villa si richiama alla lineare e luminosa architettura emiliana-ferrarese. Alla prima metà del ‘700 va ascritta la cappella gentilizia in raffinato stile rococò, di forte suggestione formale, entro la quale è custodita una straordinaria pala con Sant’Anna e la Famiglia di Giambettino Cignaroli.
(Strada Provinciale – Gaiba)

 

Storia

Citata per la prima volta in un documento del 1158, agli inizi del XII secolo, fu al centro della disastrosa alluvione del Po che, rotti gli argini nei pressi di Ficarolo, invase tutte le terre circostanti, abbandonando il percorso originario e spostandosi nell’alveo attuale. A lungo sotto la signoria estense, caratterizzata da continue guerre e contese sia tra gli stessi appartenenti alla Casa d’Este, per il controllo sul Ducato di Ferrara, sia con altri potentati, tra cui Venezia, contro la quale gli Estensi si schierarono nella cosiddetta “guerra del sale” sul finire del XV secolo. Passò nel 1597 allo Stato Pontificio, sotto il quale registrò un certo sviluppo, nonostante la peste introdotta dai Lanzichenecchi nel 1630. Il governo pontificio durò fino al 1797, quando, con l’invasione napoleonica, fu soggetta a saccheggi e ruberie. All’occupazione francese seguì quella austriaca, durante la quale entrò a far parte della provincia di Rovigo e venne colpita da terribili carestie. La sua triste situazione economica e sociale, resa ancor più difficile dalle rotte dei fiumi, non migliorò con l’annessione al Regno d’Italia nel 1866, per cui molti emigrarono, soprattutto verso il Brasile.