Fratta Polesine

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  • Villa Badoer

  • Villa Grimani Molin ora Avezzù

Fratta Polesine è nota per lo più grazie a Villa Badoer, opera di Andrea Palladio, ma l’abitato è di antichissima origine e ricco di spunti storici e culturali.

Chiese e luoghi di culto

arcipretalesspietropaoloChiesa dei SS. Pietro e Paolo
Eretta nell’area di una chiesa già esistente nel 1123. Fu terminata nel 1682, come risulta da una lapide nella sua facciata.
In robusto stile barocco. Il soffitto è affrescato. La pala d’altare è di pittori di scuola di Paolo Veronese. Altri dipinti sono dello Scarsellino e di M. Bortoloni. Sono presenti statue di G.M. Morlaiter e opere d’arte di intagliatori come A. Brustolon. Ebbe origine nel XVI secolo, nel luogo dove sorgeva una chiesetta medievale. Fu terminata nel secolo successivo ad opera dell’ing. V. Bertoloni da Lendinara. (Via S. Pietro, 1 – Fratta Polesine)

 

sfrancescoChiesa di S. Francesco
Esistente sin dagli inizi del XVI secolo, la chiesa, originariamente dedicata a S. Maria Assunta, costituisce un ampliamento di una precedente chiesa risalente agli inizi del 1100. In una cripta sotto l’altare di destra sono conservate le spoglie del letterato, matematico e scrittore Cav. Giovanni Maria Bonardo, vissuto a Fratta nella seconda metà del 1500, fondatore dell’Accademia dei Pastori Frattegiani.
Tra le opere di pregio contenute all’interno sono da ricordare il bellissimo e artistico altare ligneo centrale, attribuito al rodigino Caracchio, la pala dell’Assunta al centro dell’altare, attribuita al Maffei. Attualmente nella Chiesa, oltre alle cerimonie religiose, si tengono periodicamente concerti di musica sacra, importanti mostre e convegni. Unico esempio di stile romanico in Polesine. (Via B. Guanella – Fratta Polesine)

 

paolinoOratorio di S. Maria del Rosario di Paolino
La storia dell’oratorio di S. Maria del Rosario di Paolino va di pari passo con quella della Villa Corner, ora Bellettato. Risulta presente già nel 1552, quando il Conte Marcantonio Cornaro abitava la villa e disponeva, fra i suoi beni, anche dell’oratorio privato.
Il complesso è situato in prossimità del Canalbianco, all’estremo sud del territorio comunale di Fratta Polesine, e rappresenta lo sforzo costruttivo della famiglia Corner lungo il Canalbianco. Il servizio religioso presso l’oratorio della villa è confermato fin dal 1765 con un sacerdote stabile, al cui mantenimento provvedevano i Nobili Corner.
Nel 1842 cambia di proprietà, passando ai Crestani, poi una fase di abbandono con i fratelli Tasso. Solo col nuovo proprietario Leopoldo Maragno, nel 1885, nell’oratorio ritorna il culto alla B.V. del Rosario e nel 1956, l’oratorio é ceduto al Vescovo di Adria e Rovigo. (Via Palazzine 4 – Paolino)

 

Musei

internomuseoarcheologicofratta
Museo Archeologico Nazionale

Le barchesse della prestigiosa Villa Badoer ospitano, dal 2009, questo interessante museo. Rappresenta il punto di arrivo di oltre 40 anni di ricerche, qui sono conservate le testimonianze dei villaggi della tarda Età del bronzo sorti lungo il corso del Po. Il nucleo principale dell’esposizione è costituito dai ritrovamenti di un complesso archeologico ritenuto fra i più rappresentativi a livello europeo per l’Età del bronzo: il villaggio di Frattesina e le sue necropoli.

INFO
Via Giovanni Tasso, 3 – Fratta Polesine
Tel. 0425 668523
email : sar-ven.museofratta@beniculturali.it

ORARI
Tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 19.30
Chiuso : 1 Maggio, 25 Dicembre e 1 Gennaio

Prezzo del biglietto
intero €3;
ridotto €1,5 (insegnanti, ragazzi di età compresa tra 18 e 25 anni) gratuito per scolaresche e visitatori di età inferiore a 18 anni, forze dell’ordine.
Gratuito per tutti ogni prima domenica del mese

 

>> più informazioni (IT)

 

 

museociviltalavoroMuseo del Manegium e Centro di Documentazione della Civiltà e del Lavoro nel Polesine
Si distingue per il contributo che porta alla salvaguardia e alla trasmissione alle generazione future della testimonianza di un passato che ci appartiene. Esso è articolato in diverse sezioni: una mostra documentaria sulla carboneria locale e sulla figura di Giacomo Matteotti, un’ampia collezione di immagini sacre di devozione popolare e una ricca sezione etnografica con ricostruzione degli ambienti tipici delle antiche case contadine.

INFO
Via Riviera Scolo, 11 – Fratta Polesine
Tel. +39 339 1902065
E-mail: sistema.museale@provincia.rovigo.it

ORARI
Dal lunedì al sabato dalle ore 09:00 alle ore 12:30
Pomeriggi e domenica mattina su prenotazione
Domenica pomeriggio dalle 15.00 alle 18.00.
Chiusura: Natale – Capodanno – Pasqua – 15 Agosto

>> Sito del museo (IT-EN-DE)

 

matteottiCasa Museo Giacomo Matteotti
La Casa Museo permette di immergersi nella vicenda umana e politica di uno straordinario protagonista della storia italiana del Novecento, nativo di Fratta Polesine, ambiente a cui è anche legato per la maturazione del suo primo impegno politico. Il Museo è ricavato all’interno di quella che fu, a partire da fine Ottocento, la residenza della famiglia Matteotti. Gli interni dei primi due piani ospitano gli arredi d’epoca e parte della biblioteca, il livello sottotetto attraverso un percorso espositivo permette di ripercorrerne la vita.

INFO
Via Ruga, 1 – Fratta Polesine
Tel. 0425 21530

ORARI
sabato dalle 15,00 alle 18,30
domenica dalle 10,00 alle 12,30 e dalle 15,00 alle 18,30
Visite guidate nei giorni festivi alle ore 16.30 e 17.30

Prezzo del biglietto
Ingresso intero € 3,00
Ingresso ridotto € 1,50

Luoghi d’interesse

villabadoerVilla Badoer – Patrimonio Unesco
Venne edificata, su progetto di A. Palladio, verso la metà del XVI secolo. Poche sono le aggiunte del 700. La “Badoera” è la più celebre delle ville venete. Ha corpo centrale con loggia ionica e scalinate; ai lati due porticati disposti ad esedra. All’interno ospita affreschi di Giallo Fiorentino. E’ un esempio unico di un sistema di villa con colonnati ad anfiteatro. E’ stata inserita, insieme alle altre ville palladiane, nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Il giardino risale verosimilmente già all’antica epoca palladiana e viene ricordato nel settimo secolo decorato da vasi di agrumi posti su basamenti in pietra e lungo i muri di una peschiera. Il progetto dell’attuale giardino privilegia la fase storica in cui la Villa è stata realizzata e sottolinea alcuni aspetti fondamentali quali il rapporto con il paesaggio e le relazioni compositive con l’architettura da cui prende regole formali.

INFO
Via G.Tasso, 1 – Fratta Polesine
Tel. +39 0426 662304; +39 366 3240619
e-mail: info@villabadoer.it

ORARI
Sabato e domenica dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 18.30.
I giorni e gli orari di apertura potranno variare in occasione di mostre temporanee che vengono ospitate durante l’anno all’interno della Villa.

Biglietto d’ingresso:
Intero: € 3,00
Ridotto: € 1,50 euro (under 18, over 65 e gruppi superiori ai 25 pax)
Gratuito: bambini sotto i 6 anni, portatori di handicap ed un accompagnatore, giornalisti con tesserino, militari in divisa
Scuole: € 1,50 euro (insegnanti gratuiti)

 

palazzocampanariPalazzo Campanari ora sede del municipio
Villa Campanari appare nelle mappe del Catastico veneto del 1775, dove è raffigurata la casa dominicale, posta lungo la strada che costeggia l’argine destro del fiume Scortico. La proprietà è assegnata a Domenico Campanari ben oltre il 1852. L’edificio è formato da un massiccio corpo centrale sviluppato su tre piani e da due ali laterali più basse poste in linea con il fronte orientale e arretrate rispetto a quello occidentale. Il palazzo fu sede di drammatiche vicende al tempo della cospirazione carbonara. All’interno, nel corso degli anni, i caratteri originari dell’edificio sono andati completamente perduti a seguito di vari lavori di ristrutturazione effettuati per adattare la dimora a sede municipale. Oggi la struttura è sede del Municipio e ospita al proprio interno anche un importante archivio storico. (Via Giovanni Tasso, 37 – Fratta Polesine)

 

palazzovillaPalazzo dei Villa poi Cornoldi ora Fanan
Datata ai primi anni del XVIII secolo, è caratterizzata da un frontone ricurvo con tre pinnacoli e una serliana con balcone. All’interno sono presenti stucchi settecenteschi. La casa è stata dimora del martire carbonaro Antonio Villa, che fu arrestato qui nel 1819 e morì insieme ad Antonio Oroboni allo Spielberg. (Via Ruga, 40 – Fratta Polesine)

 

 

villabelletatoVilla Bellettato
L’edificio è situato nei pressi del centro abitato comunale, più precisamente lungo la riva sinistra del fiume Scortico. La villa fu costruita su progetto dell’urbanista V. Bellettato ed è considerata uno tra i più raffinati esempi di architettura settecentesca nella regione. Tale “titolo” è documentato: dalle incorniciature delle finestre, dal motivo centrale dei due semipilastri sovrastati da timpano e dalla cura con cui è messo in evidenza il portale d’ingresso. (Via Bellettato – Fratta Polesine)

 

 

palazzogrindatiPalazzo Grindati, Boniotti sede de “Il Manegium”
La casa padronale, costruita nel XVI secolo di forma allungata, si eleva su tre piani dei quali l’ultimo sottotetto, destinato in origine a granaio. Radicale trasformazione nel XVIII secolo e successivi rimaneggiamenti nel XIX. Il fabbricato è stato donato, dagli eredi Boniotti, all’Associazione culturale e di ricerca “II Manegium”, gruppo di volontariato che si occupa di ricerche storiche, artistiche, archeologiche ed etnografiche nell’ambito del territorio, in antico chiamato appunto “Manegium”. (Riviera Scolo Valdentro, 11 – Fratta Polesine)

 

 

villadaviVilla Davì
Villa Davì è stata edificata verso la fine del XVII secolo. Ha subito un importante restauro nell’ottocento. Oggi purtroppo della struttura originaria rimangono solamente le barchesse e un oratorio. Il nome dell’edificio è dovuto al fatto che in passato fu dimora del patriota carbonaro Domenico Davì. La facciata dell’abitazione ricorda i palazzetti veneziani con loggia laterale al piano nobile. (Via Campagna Vecchia – Fratta Polesine)

 

 

villadolfinVilla Dolfin ora Casa della Divina Provvidenza
Presenta una facciata armoniosa, con pilastri sovrapposti e abbaino sormontato da timpano con volute laterali. Ha una scala centrale e barchesse. Un tempo aveva una funzione agricola. Fu costruita nella prima metà del XVIII secolo; qui, all’inizio del secolo scorso, il Beato Luigi Guanella aveva fondato la più importante opera assistenziale del Polesine. (Via Don Luigi Guanella – Fratta Polesine)

 

 

villalabiaVilla Labia
Della originaria costruzione resta solo il piccolo ed elegante oratorio. La villa attuale, ricostruita dopo un bombardamento nel 1945, ospita la scuola media “A. Palladio”. Di notevole importanza il parco con la presenza di numerosi alberi secolari. (Via Roma – Fratta Polesine)

 

 

 

villamatteottiVilla Matteotti
Qui trascorse la giovinezza il deputato socialista Giacomo Matteotti, ucciso dai fascisti il 10 giugno 1924. La villa, del XVIII sec., è proprietà della fondazione Accademia dei Concordi di Rovigo ed è sede della casa-museo. Aperto sabato e domenica dalle ore 15.00 alle ore 18.30. (Via Ruga – Fratta Polesine)

 

 

 

villamontiviaroVilla Monti ora Viaro
Costruita alla fine del XVII secolo, nell’Ottocento vi abitarono i fratelli Giovanni e Giacomo Monti, carbonari. Qui è nato inoltre un altro Giovanni Monti, pilota acrobatico vincitore di molti trofei e precipitato nel 1931 nel lago di Garda con il suo acquaplano. (Via Beato Luigi Guanella – Fratta Polesine)

 

 

villaoroboniVilla Oroboni
Fu residenza, nell’ottocento, del carbonaro Antonio Oroboni, morto allo Spielberg e ricordato in una lapide sulla facciata. Esisteva anche un piccolo Oratorio di G. Lista, nelle cui tombe erano stati nascosti documenti carbonari affidati dal Villa all’Oroboni. (Via Riviera Scolo – Fratta Polesine)

 

 

 

villaavezzuVilla Grimani Molin ora Avezzù
Di forme palladiane, presenta legami stilistici con la “Badoera”. Gli affreschi all’interno sono attribuiti alla scuola del Giallo Fiorentino. Fu costruita intorno alla metà del XVI secolo. Va ricordato il pranzo che vi ebbe luogo l’undici novembre 1818, offerto da Cecilia Monti d’Arnaud, durante il quale si brindò alla causa dell’Italia. Fu l’inizio di una catena di eventi che coinvolsero la Carboneria polesana in uno dei capitoli più tragici della storia del paese. (Via Zabarella, 1 – Fratta Polesine)

 

 

mulino-al-pizzonMulino “al Pizzon” – Archeologia industriale molitoria e idraulica.
La punta di confluenza, fra il fiume Scortico e il Canalbianco, in località Pizzon di Fratta, è un luogo del tutto singolare per paesaggio, architettura agricola ed archeologia industriale. Come archeologia industriale, sono presenti due importanti manufatti: il primo è un grande mulino (Mulino – Al Pizzon), l’unico che funzionava ad acqua in una terra completamente piana come il Polesine, sfruttando il dislivello tra lo Scortico e il Canalbianco. Censito nel Catastico austriaco del 1841, fu costruito probabilmente nel XVIII secolo. Funzionante fino al 1962, conserva intatto l’imponente macchinario. Il secondo è una conca di navigazione, sostenuta da porte vinciane con finestre tuttora esistenti. Tali conche sono la testimonianza di una delle prime idrovie polesane, impiantata a metà del XIX secolo e ripercorrente, a livello di trasporto industriale, la via d’acqua già percorsa dai nobili veneziani per arrivare nel ‘500 alle loro Ville di Fratta, tra cui le palladiane Badoer e Grimani Molin. (Via Pizzon 945 – Fratta Polesine)

 

Storia

I primi insediamenti nella zona risalgono alla fine dell’età del bronzo (tra il XII e il X sec. a.C.). Il centro –il cui nome deriva dal latino Fracta, a sua volta risalente a frango, usato nel senso di ‘strada interrotta’, o da fractum, ‘zona disboscata’– acquistò grande rilievo nel reticolo della comunicazione, grazie alla sua ubicazione sul ramo settentrionale del Po, e raggiunse un elevato grado di civiltà, sviluppando l’agricoltura, il commercio e l’artigianato. Perse importanza come scalo commerciale, forse in seguito a violente alluvioni e la riconquistò nel Medioevo quando, nel XII sec., Guglielmo II Adelardi dei Marchesella vi costruì un castello, facendone un centro strategico nella lotta contro gli Estensi. Teatro di duri scontri tra gli Estensi e i Salinguerra per il controllo di Ferrara, passò nel 1482 dalla signoria estense a quella veneziana che fu caratterizzata dallo sviluppo dell’agricoltura, grazie a varie opere di bonifica, e si protrasse fino al 1797. All’occupazione francese seguì quella austriaca, durante la quale si diffuse notevolmente la carboneria e molti furono i martiri ricordati da Silvio Pellico nelle Mie Prigioni. L’annessione al Regno d’Italia non migliorò le misere condizioni di vita della popolazione, che reagì prendendo parte attiva alle proteste contadine. 

 

Informazioni utili

Pro Loco Fratta Polesine
Via G. Tasso, 37
Cell. 347 2448574
e-mail: prolocofrattapol@gmail.com

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